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power2Cloud30/07/269 min read

Gondolina: come costruire un unified commerce con Shopify POS

Fogli di calcolo, taccuini e canali di vendita che non si parlavano tra loro. Quando la crescita di Gondolina - brand artigianale veneziano noto per le sue friulane - ha superato le capacità degli strumenti in uso, è emersa l'esigenza di un cambio di passo.

Con power2Cloud, Shopify e Shopify POS hanno sincronizzato eCommerce, magazzino e punti vendita fisici. Questo garantisce un’esperienza d’acquisto fluida, una visione unica di ogni cliente e un'infrastruttura finalmente pronta a sostenere le prossime aperture a Milano, Londra, Parigi, Miami e New York.



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Gondolina Shoes è un marchio di calzature veneziano fondato da Agnese e Javier, nato da una storia d’amore che unisce Venezia e Siviglia. Il marchio reinterpreta le tradizionali friulane trasformandole in scarpe contemporanee, realizzate a mano da mastri artigiani in Friuli (Italia).

 

+600% Ordini evasi Q1 ‘26
100% transazioni unificate offline, online e marketplace
+40% spedizioni internazionali con l'integrazione della logistica



Una passeggiata tra le calli, un'idea che diventa brand

Ci sono progetti che nascono da fredde analisi di mercato e poi ci sono storie che prendono vita da una scintilla personale. Gondolina Shoes è una di queste.

Agnese Cosulich e Javier Fernández Aguilar hanno costruito due solide carriere internazionali che li hanno portati a vivere in oltre sette paesi del mondo.

Lei, di radici veneziane e friulane, e lui, di origine spagnola, hanno poi deciso di fermarsi. Il desiderio di trovare insieme un nuovo punto fermo ha dato il via al loro progetto imprenditoriale.

Passeggiando tra le calli di Venezia, hanno scelto di omaggiare la friulana, iconica calzatura - resa celebre dai gondolieri fin dal 1700 - che, nata povera, veniva cucita con scampoli di velluto (avanzi della “giacchetta della domenica”) e suole ricavate da vecchi copertoni di bicicletta.

Negli anni ha conquistato un pubblico ben oltre i confini italiani, eppure è rimasta fedele alla sua suola bassa, tutt'altro che comoda.

L'ambizione di Agnese e Javier era duplice: custodire l'eredità artigianale e reinterpretarla in una chiave moderna e più comoda.

Grazie alla perseveranza della mamma di Agnese è stato possibile coinvolgere i maestri calzaturieri friulani per una prima, piccolissima produzione.

Rinasce così una friulana polivalente, da indossare sotto un paio di jeans per una passeggiata in spiaggia o da abbinare a un abito da cerimonia. “Un 4x4 elegante”, come la definisce Agnese.

Oggi il progetto è raccontato da Vogue, Forbes, Elle, Mujer Hoy, FashionUnited, Sole 24 Ore, Marie Claire e ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui Ambasciatore dell'Artigianato Veneziano conferito dalla Camera di Commercio nel 2026 e Miglior Rivenditore di Calzature Artigianali di lusso in Italia.

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Il sito in una notte, l'atelier in tre giorni

Il primo sito Gondolina viene messo online letteralmente in una notte, da subito con Shopify.

Agnese, senza alcuna esperienza di programmazione, sceglie la piattaforma dopo una ricerca attenta, per l'intuitività e la capacità di scalare. Perché questo progetto non è mai stato solo un passatempo.

Il lancio del primo catalogo coinvolge la rete personale di fondatori, amici, parenti e le “famiglie” che li avevano ospitati durante gli anni all'estero. Un passaparola che attraversa diversi paesi e si alimenta grazie ai social.

Eppure l'artigianato vive anche di sensorialità.

Agnese e Javier capiscono che le clienti vogliono accarezzare i velluti, infilare le friulane per provare la soletta o vedere i colori vibranti dal vivo. Serve uno spazio fisico.

Trovano un piccolissimo locale di otto metri quadri vicino a Rialto.

I preventivi per la ristrutturazione sono insostenibili, i tempi lunghi, così decidono di rinnovarlo da soli e aprono il primo atelier in tre giorni, impegnando ogni momento libero, mentre entrambi continuano a lavorare altrove.

Agnese ricorda ancora quel primo mattino. Alle 7:40 corre in atelier per portare delle scatole. Con le luci ancora spente, una turista americana entra e compra con grande sorpresa ben due paia di Gondolina.

Da quegli otto metri quadri di Rialto nasce tutto il resto, da San Marco a Marzaria del Capitello. Cinque atelier nel cuore di Venezia, ciascuno con un'identità precisa, dal Premium Atelier alla Boutique Bijoux. E mentre i punti vendita si moltiplicano, il brand inizia a richiedere un'attenzione che né i fogli di calcolo né i taccuini possono più garantire.

 

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Fare impresa in due significa imparare a fidarsi davvero

“Fare impresa è già difficile da soli, farla in due, condividendo casa, vita e lavoro, è un altro livello di difficoltà - confida senza filtri Agnese - e arriva prima ancora dei numeri da far quadrare”.

Agnese e Javier adottano presto la ‘modalità octopus’: come un polpo, devono fare tutto, agire in fretta, risolvere problemi a catena, ma soprattutto concedersi spazio reciproco.

“Devi riuscire a maturare una fiducia profonda verso l'altro, saper delegare e dividere i compiti”, continua Agnese. “Bisogna mettere in conto che l'altro possa sbagliare, e lasciarglielo fare. Solo quando raggiungi questo livello di fiducia, allora puoi davvero avere un'impresa insieme”.

Da quella consapevolezza nascono due ruoli distinti.

Agnese è l'anima visiva: cura materiali, analisi dei trend, traduce il valore artigianale di Gondolina in tutto quello che si vede e si sente, è il fulcro della community del brand. Javier è l'uomo dei numeri, gestisce fornitori e personale, traccia vendite e inventari, tiene le fila di quello che succede dietro le quinte.

 

Quando la crescita supera gli strumenti

Con l'apertura di nuovi atelier la complessità cresce più in fretta del team. Tre nodi, in particolare, si fanno sempre più stretti.

Il primo è il dialogo tra online e offline. Una cliente che compra a San Marco non viene riconosciuta se torna a Rialto. Le campagne digitali parlano a un pubblico

generico. Il magazzino vive su un canale, le vendite su un altro, i marketplace non sono ancora a regime. Ogni allineamento avviene a mano.

Il secondo riguarda i dati. Le informazioni su vestibilità, taglie più richieste e modelli preferiti vivono in luoghi fragili: i “libretti carta di formaggio”, i fogli di calcolo aggiornati da Javier a fine giornata, la memoria di chi sta in negozio. Tutto dipende dal passaparola interno.

Il terzo è la collaborazione tra ufficio e atelier. Email su Aruba, WhatsApp personali, documenti sparsi. Le informazioni arrivano, ma non hanno un posto dove sedimentarsi.

È il momento in cui la tecnologia deve cambiare passo.

 

Un ufficio, cinque atelier, un eCommerce, un magazzino finalmente insieme

Il lavoro con power2Cloud è partito da un’idea semplice, non sostituire ciò che funzionava, ma far dialogare i pezzi che erano cresciuti in modo disordinato.

Due fronti, entrambi urgenti. Il commercio - online, in atelier, sui marketplace - dove lavorano insieme Shopify per catalogo e magazzino e Shopify POS per la cassa nei punti vendita. E la collaborazione interna tra sede e atelier, dove Google Workspace tiene insieme posta, chat e archivio condiviso.

 

Shopify POS porta il unified commerce dentro ogni atelier

Basta pensare a un momento qualsiasi della giornata in negozio: una cliente entra, stringe tra le mani una Friulana Bucintoro, chiede se è disponibile la sua taglia.

Prima, la risposta non era affidabile al 100%. Magazzino, SKU, catalogo e disponibilità sui marketplace vivevano su canali diversi.

Lo stesso paio di Mary Jane Carnival poteva risultare disponibile sul sito ma non in atelier, o viceversa. Fogli di calcolo, telefonate, controlli incrociati a fine giornata.

Con la centralizzazione su Shopify tutto passa a un'unica fonte, quello che si aggiorna in atelier si vede sul sito, e viceversa.

Le ore di lavoro manuale si sono ridotte in modo significativo. Per un brand che gestisce produzioni limitate in preordine accanto a collezioni continuative, sapere in ogni momento dove si trova un paio di scarpe non è un dettaglio marginale.

Il salto arriva con Shopify POS.

Sostituite le vecchie casse disconnesse, i cinque atelier e l'eCommerce iniziano a parlare la stessa lingua. Una vendita a Rialto aggiorna in tempo reale la disponibilità sul sito. Una cliente che ha acquistato online entra a Marzaria San Zulian ed è già nel sistema. Niente ripetizioni, niente domande.

Agnese lo definisce “uno degli investimenti più utili per il brand”.

Con dati strutturati è possibile capire meglio i desideri della clientela, profilare le campagne con precisione e ottenere un ROAS (il ritorno sulla spesa pubblicitaria) più alto rispetto al passato.

 

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Per capire come strutturare al meglio questo tipo di logistica, leggi di più nel nostro articolo dedicato a come ottimizzare la gestione del magazzino con Shopify.

 

Google Workspace unisce le persone che Shopify connette nei dati

Ma c'è una parte del progetto meno visibile e altrettanto importante.

Prima, le email passavano su Aruba, gli scambi rapidi avvenivano su WhatsApp personali e i documenti vivevano sparsi tra desktop e allegati email.

Il problema non era solo la fatica di ritrovare le cose. Le informazioni dai punti vendita - quale modello andava a Rialto, quale taglia mancava a San Marco, cosa chiedevano le clienti a Marzaria del Capitello - non avevano un luogo dove sedimentarsi. Restavano in una conversazione WhatsApp, in un'email, nella memoria di chi le aveva ricevute. Trasformarle in decisioni di assortimento e produzione richiedeva ogni volta un lavoro di recupero.

Con Google Workspace come ambiente unico - posta, chat, calendario, archivio condiviso - ufficio e atelier iniziano a parlarsi nello stesso spazio.

Un documento aggiornato in sede è subito consultabile da Rialto. Una chat di gruppo sostituisce un giro di telefonate. I file con le immagini delle collezioni non sono più allegati che girano ma cartelle vive, sempre all'ultima versione.

Le distanze si accorciano, e quello che prima si disperdeva oggi resta.

Se hai qualche minuto, qui trovi alcuni spunti su come Google Workspace può migliorare collaborazione e sicurezza nella tua azienda.

 

Il prossimo capitolo è già scritto

Il lavoro non si ferma qui.

Il prossimo passo è l'evoluzione delle automazioni CRM (Customer Relationship Management) per curare ogni cliente, B2B o B2C, con un'attenzione personalizzata e coerente su tutti i canali.

Profilare i segmenti di clientela in base al comportamento reale tra negozio e online, valorizzando anche le interazioni con la newsletter “Gazzetta di Gondolina”.

Attivare comunicazioni automatiche che mantengano un tono umano e riconoscibile e soprattutto predisporre l'infrastruttura per sostenere le aperture annunciate a Milano, Londra, Parigi, Miami e New York, senza dover rinegoziare ogni volta l'architettura digitale.

 

Cosa rimane di questa storia

Ogni brand ha la sua storia, ma il caso Gondolina lascia qualcosa di utile a chi si trova in una fase di crescita simile.

  • La tecnologia non sostituisce l'artigianalità, la libera. Centralizzare il magazzino e unificare i canali non toglie poesia al prodotto, ma tempo alla burocrazia che soffoca chi quel prodotto lo crea.
  • I dati nei punti vendita valgono quanto quelli online, a patto di poterli raccogliere in tempo reale. Shopify POS funziona perché si inserisce nel gesto naturale, la conclusione di un acquisto, senza chiedere al personale di lavorare in più o lasciare informazioni strategiche in un csv esterno.
  • L'ambiente di lavoro conta. Google Workspace tiene insieme chi è in ufficio e chi è in atelier con la stessa naturalezza con cui Shopify connette canali di vendita.
  • Scegliere un partner tecnologico non significa delegare le scelte del brand. Significa avere qualcuno che traduce in architettura quello che il founder sente e desidera.

 

“Shopify POS è stato uno degli investimenti più utili per il brand. Con dati strutturati è possibile capire meglio i desideri della clientela, profilare le campagne con precisione e ottenere un ROAS più alto rispetto al passato”.
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Agnese CosulichCo-founder Gondolina

 

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