Siamo onesti, il settore del retail sta attraversando una trasformazione così profonda che spesso è difficile distinguere tra ciò che è solo una moda passeggera e ciò che genererà davvero profitti.
Molti retailer oggi si trovano a dover scegliere tra investire in tecnologie avanzate o preservare l’autenticità del contatto umano, nel timore che una scelta escluda l’altra. NRF 2025, invece, ha ribadito un concetto semplice: quando è progettata bene, l’AI non sostituisce l’umano. Lo libera.
Abbiamo seguito NRF 2025 a New York e raccolto alcuni takeaway che possono guidare la tua strategia verso una crescita tangibile, trasformando Intelligenza Artificiale e automazioni in alleati per aumentare vendite ed efficacia, senza perdere qualità di relazione.
Il 2025, infatti, sarà l’anno dell’AI agentica. E mentre il negozio fisico sta diventando sempre più un hub digitale, la vera differenza la farà l’elasticità operativa: la capacità di adattare velocemente processi, inventario e servizio alle incertezze del mercato.
Se fino a poco fa l’intelligenza artificiale veniva trattata come qualcosa di interessante, ma sperimentale, NRF 2025 ha sancito l’inizio di una nuova fase: l’era agentica.
Non parliamo più di semplici chatbot, ma di assistenti capaci di imparare dai comportamenti, interpretare un obiettivo e svolgere attività in modo più autonomo, restando dentro regole e governance definite dall’azienda. In altre parole, non solo rispondono: aiutano a far accadere le cose.
Questo cambio di paradigma sta già portando risultati concreti. E il motivo è semplice: l’automazione non serve solo a risparmiare tempo, ma a rendere possibile una personalizzazione su larga scala che fino a ieri era un lusso e oggi è una necessità competitiva.
L’obiettivo, quindi, non è “fare più AI”, ma far sì che la tecnologia lavori con noi, mantenendo un equilibrio tra efficienza digitale e significato umano: meno frizione nei processi, più attenzione reale alla relazione con il cliente.
Per arrivarci, però, serve un passaggio inevitabile: iniziare a sperimentare in azienda con casi d’uso chiari e misurabili, coinvolgendo gli stakeholder fin dall’inizio per capire cosa funziona, cosa va corretto e cosa va scalato.
Un segnale forte arriva anche da Google Cloud. All’NRF 2025 ha mostrato come gli AI agent e la ricerca potenziata dall’AI stiano diventando strumenti concreti, capaci di rendere l’operatività più efficiente e l’esperienza cliente più personalizzata.
Il messaggio è arrivato attraverso un approccio “a incastro”: Agentspace come base per costruire e orchestrare agent, Vertex AI Search for Commerce per migliorare la product discovery (cioè aiutare le persone a trovare più velocemente ciò che cercano) e Connected Stores per collegare meglio ciò che succede in negozio con i sistemi digitali, rendendo davvero coerente il percorso tra online e offline.
Se stai lavorando sull’unified commerce, il takeaway è semplice: quando agent, search intelligente e negozio connesso lavorano insieme, diminuiscono gli attriti lungo il customer journey, aumenta la rilevanza delle interazioni e diventa più facile prendere decisioni operative rapide, senza creare nuovi silos.
Uno dei dati più sorprendenti emersi dall’NRF 2025 è che quasi il 48% dei consumatori ha utilizzato app dei brand direttamente all’interno dei punti vendita fisici durante l’ultima stagione festiva per cercare prodotti, gestire liste dei desideri o accedere a offerte personalizzate. Questo conferma che il confine tra online e offline è ormai invisibile: il cliente vede un unico brand, non canali separati.
Le aziende leader stanno rispondendo trasformando i negozi in hub di esperienza arricchiti digitalmente, dove display intelligenti, realtà aumentata e chioschi per la navigazione in-store facilitano il percorso d’acquisto. In questo scenario, l’automazione dei processi di inventario e l’unificazione dei dati diventano fondamentali, come insegna Shopify, che punta su Shopify POS e ha condiviso una mappa per esplorare alcuni brand iconici a Manhattan che hanno scelto Shopify per connettere online e offline.
Integrare magazzino e sistemi di vendita (ad esempio attraverso un POS connesso) significa poter servire i clienti ovunque nel negozio, mantenendo allineati disponibilità, prezzi, ordini e resi su tutti i touchpoint.
Durante NRF 2025, Shopify ha reso concreto il concetto di unified commerce attraverso una mappa condivisa che invitava retailer e partner a vivere l’esperienza direttamente in store. Un vero e proprio tour tra SoHo, Nolita e Spring Street, pensato per osservare come brand iconici stiano usando Shopify POS come regia unica tra online e fisico.
In negozi come Away, Everlane, Glossier, Mejuri, Alo Yoga, A.P.C. o Allbirds, Shopify POS funziona come un’estensione naturale dell’eCommerce. Lo staff accede in tempo reale a stock, ordini e profili cliente, può vendere ovunque nello store, gestire resi cross-canale e offrire un servizio coerente, indipendentemente da dove l’acquisto ha avuto origine.
Davvero unica la visita allo Shopify NY in Green Street uno spazio vivo pensato per ospitare eventi, incontri e, a rotazione, brand che utilizzano Shopify. Qui l’unified commerce prende forma in modo ancora più tangibile, come un vero hub esperienziale.
Ecco i punti vendita segnalati da Shopify all’NRF 2025:
Away Luggage indirizzo 364 Lafayette St
Goriana indirizzo 266 Elizabeth St
Everlane indirizzo 28 Prince St
Mejuri indirizzo 42 Prince St
OAK + FORT indirizzo 68 Spring St
allbirds indirizzo 73 Spring St
Glossier indirizzo 72 Spring St
PAIGE Soho indirizzo 460 Brome St
Alo Yoga indirizzo 96 Spring St
A.P.C. indirizzo 131 Morcer St
Jenni Kayne Home Soho indirizzo 121 Greene St
Sporty & Rich indirizzo 133 Greene St
Shopify NY Space 131 Greene St
Contrariamente ai timori più diffusi, l’automazione nel 2025 non punta a sostituire le persone, ma a potenziarle. I retailer più lungimiranti stanno usando l’AI per gestire compiti amministrativi e di routine, liberando tempo prezioso perché il personale possa concentrarsi su ciò che conta davvero: ascoltare, consigliare, risolvere, costruire relazione.
Questo approccio rafforza cultura ed efficienza. Quando la tecnologia assorbe le attività ripetitive, le persone possono portare il loro valore dove fa la differenza: nell’esperienza. E in un mercato dominato dalla velocità, proprio questa combinazione diventa decisiva.
Qui entra in gioco il concetto di elasticità operativa: la capacità di adattare rapidamente operazioni, inventario e personale alle fluttuazioni della domanda. È una competenza più che una funzione. Ed è ciò che protegge la redditività quando il mercato accelera, cambia direzione o diventa imprevedibile.
Per vincere la sfida del 2025 non basta adottare una tecnologia. Serve abbracciare un ecosistema di business adattivo.
La collaborazione tra piattaforme e partner tecnologici è ciò che permette di innovare a una velocità difficilmente raggiungibile da soli, soprattutto quando bisogna connettere dati, processi e customer experience senza creare complessità inutile.
Che si tratti di intercettare nuove abitudini (come social commerce e nuove generazioni) o di proteggere dati e fiducia con solide pratiche di governance, il punto resta lo stesso: trasformare la disruption in un’occasione di reinvenzione.
In altre parole, non vince chi “fa più AI”, ma chi la usa per rendere l’esperienza più semplice e l’organizzazione più elastica. Il 2025 non premierà i progetti perfetti, ma chi sperimenta bene, misura in fretta e scala ciò che funziona.